Terrassa Padovana. L’anno giubilare in santuario

Si apre domenica 2 febbraio, Presentazione del Signore, con un pellegrinaggio e la messa presieduta da mons. Antonio Mattiazzo

Si aprirà al suono del corno, domenica 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore (la “Candelora”), il primo pellegrinaggio giubilare al santuario della Beata Vergine della Misericordia di Terrassa Padovana– uno dei luoghi giubilari della Diocesi – dove ai fedeli sarà concessa l’indulgenza giubilare. L’appuntamento è per le 9.30 sul sagrato della chiesa parrocchiale di Terrassa per arrivare a piedi, tempo permettendo, al santuario dove il vescovo emerito Antonio Mattiazzo darà il solenne avvio dell’Anno santo con la messa domenicale. «Il termine “giubileo” deriva dal termine ebraico jobel che denota il corno d’ariete. Proprio tale corno, usato a modo di tromba, con il suo suono particolare indicava a tutti gli ebrei l’inizio dell’anno giubilare». Il rito più conosciuto del giubileo cristiano, celebrato ogni 25 anni, è l’apertura della porta santa. Esso esprime simbolicamente il concetto che, durante il Giubileo, è offerto ai fedeli un “percorso straordinario” verso la salvezza. La tradizione biblica lega invece il Giubileo al suono del corno che, a sua volta, trae origine dal sacrificio di Isacco. Isacco fu salvato dall’essere sacrificato e al suo posto Abramo sacrificò un ariete rimasto impigliato proprio per le corna in un cespuglio sul monte. Associato a questo evento, il suono del corno ha una doppia funzione. La prima è quella di ricordare a Dio la fede di Abramo e la salvezza di Isacco con tutta la sua discendenza. Nella seconda, il suono del corno deve svegliare l’attenzione dei figli di Abramo al momento di grazia che sta iniziando a compiersi, come la liberazione «per tutta la terra». Nella tradizione cristiana, l’ariete che viene immolato al posto di Isacco rappresenta l’Agnello di Dio, «colui che toglie il peccato del mondo», Gesù Cristo, immolato per l’umanità per accordare a tutti la salvezza universale. Come ricorda papa Francesco «il Giubileo potrà favorire molto la ricomposizione di un clima di speranza e di fiducia, come segno di una rinnovata rinascita di cui tutti sentiamo l’urgenza. Per questo ho scelto il motto “Pellegrini di speranza”». In questo spirito si inseriscono le opportunità che si potranno vivere in santuario nei prossimi mesi: ogni sabato, da febbraio ad aprile, dalle 15 alle 19 viene proposta l’adorazione eucaristica, con la presenza di un sacerdote per le confessioni.

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